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Concordato preventivo: rinnovo, Modello CPB e ravvedimento 2020-2023

Il concordato preventivo è al centro di una revisione che intreccia norme nuove, un modello telematico aggiornato e una finestra per sanare gli anni 2020-2023.

Pubblicato 17 agosto 2026 Aggiornato 17 agosto 2026 4 min di lettura Casi dalle PMI
Concordato preventivo: rinnovo, Modello CPB e ravvedimento 2020-2023

In breve

Novità normative rendono possibile il rinnovo del concordato con vantaggi fiscali e semplificazioni procedurali, ma richiedono controlli contabili accurati: invio telematico del Modello CPB entro la scadenza, simulazioni ISA per il ravvedimento 2020-2023 e attenzione a soglie e decadenze per non perdere i benefici.

Il concordato preventivo è al centro di una revisione che intreccia norme nuove, un modello telematico aggiornato e una finestra per sanare gli anni 2020-2023. Questo articolo spiega cosa cambia per le imprese, quali scadenze segnare e quando conviene rinnovare il concordato preventivo o correggere prima le dichiarazioni fiscali.

Quando il rinnovo apre vantaggi concreti e impone verifiche stringenti sul concordato preventivo

Il Decreto Omnibus, D.Lgs. n. 148/2026, permette il rinnovo del concordato preventivo anche se entrano nuovi soci che nell’anno precedente hanno percepito redditi fino a 35.000 euro. Questa soglia evita la decadenza per modifiche della compagine societaria. Chi rinnova ottiene esoneri dal visto di conformità, cioè il controllo formale che certifica la correttezza delle compensazioni e dei rimborsi. Gli esoneri arrivano fino a 100.000 euro annui per l’IVA e fino a 70.000 euro annui per imposte dirette e IRAP. Questo facilita i flussi di cassa delle imprese in fase di risanamento. Restano però vincoli pratici. Per l’accesso al concordato si richiede la soglia di 5.000 euro per debiti tributari e contributivi dichiarati nel periodo precedente. Tali debiti devono essere estinti o rateizzati se superano la soglia. La decadenza scatta quando un accertamento ricalcola il reddito o il valore della produzione netto oltre il 30% rispetto a quanto concordato. Perciò la verifica preventiva dei dati è essenziale prima dell’adesione.

Le verifiche contabili preventive sono fondamentali per evitare decadenze.

Modello CPB 2026-2027, scadenze e controlli da mettere in agenda

L’Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello CPB 2026-2027. Senza l’invio del modello la proposta non può essere elaborata né accettata. Nel Quadro O del modello si attestano i requisiti di accesso, l’assenza di cause di esclusione e gli eventuali eventi straordinari. Vanno anche indicati i dati contabili 2025, cioè il reddito e il valore della produzione netta ai fini IRAP. È inoltre necessario inserire i valori proposti per il biennio 2026-2027. Conseguentemente consulenti e imprese devono incrociare i dati ISA con quelli del CPB prima dell’invio. La scadenza per aderire è il 31 ottobre 2026. Poiché cade di sabato, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare la scadenza slitta a lunedì 2 novembre 2026. Il modello si trasmette telematicamente con Entratel o Fisconline o tramite intermediari. È possibile inviare il CPB insieme alla dichiarazione dei redditi o autonomamente con il frontespizio codice 1, “Adesione”. La revoca resta possibile entro lo stesso termine. La trasmissione telematica resta obbligatoria per la validità della proposta.

Ravvedimento speciale e impatto fiscale: chi guadagna e chi rischia perdite pratiche

Il ravvedimento speciale per le annualità 2020-2023 è riservato ai soggetti che hanno applicato gli ISA e che rinnovano l’adesione. ISA significa indici sintetici di affidabilità, cioè criteri che misurano la coerenza fiscale di un’attività. La base imponibile si determina aumentando il reddito dichiarato tra il 5% e il 50% in funzione del punteggio ISA. Per il 2022 e il 2023 le aliquote dell’imposta sostitutiva sui redditi e sulle addizionali sono del 10%, del 12% o del 15% in base all’affidabilità. L’aliquota sostitutiva IRAP è del 3,9%. Per il 2020 e il 2021 le imposte sostitutive sono ridotte del 30% per effetto pandemia. La base minima d’imposta per ciascuna annualità non può essere inferiore a 1.000 euro. Il versamento può essere fatto in unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027 oppure in un massimo di dieci rate mensili. Sulle rate maturano interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027. Queste formule possono rendere conveniente il ravvedimento per chi ha omissioni limitate. Sono comunque necessari calcoli precisi per non subire un aggravio maggiore rispetto a una rettifica preventiva.

Il pacchetto premiale riserva altri vantaggi ai rinnovi. Tra questi vi sono l’esonero dal visto per compensazioni e rimborsi e i termini di accertamento anticipati di due anni. Per il biennio 2026-2027 è prevista la possibilità di rateare i versamenti senza interessi. Tuttavia chi ha punteggi ISA bassi subisce aumenti significativi della base concordata. L’incremento massimo della proposta arriva fino al 35% nei casi peggiori. La scala è dal 10% per chi ha punteggio 10 fino al 35% per chi ha punteggio tra 1 e meno di 6. Questo restringe la leva fiscale per molte imprese con bassa affidabilità fiscale.

Il ravvedimento speciale conviene solo dopo attenta simulazione dei costi.

Scelte pratiche e valutazioni critiche per imprese e consulenti

Il rinnovo conviene quando la continuità riduce i costi operativi e quando i dati 2025 sono coerenti e certificabili. I consulenti devono verificare i flussi ISA e simulare l’imposta sostitutiva per il periodo 2020-2023. Vanno inoltre valutati l’impatto dell’iperammortamento 2026 e la maggiorazione delle quote di ammortamento. L’iperammortamento 2026 modifica il reddito concordato perché aumenta la deducibilità degli investimenti. È necessario verificare la compatibilità tra l’iperammortamento e la proposta CPB. I rischi concreti includono tempi e costi di ricostruzione dei dati e possibili incongruenze tra flussi dichiarativi. Un superamento della soglia del 30% porta alla decadenza. Ne derivano sanzioni e perdita dei benefici concordati. Chi trae vantaggio sono le imprese con controlli contabili robusti e punteggi ISA alti. Restano svantaggiate le posizioni complesse, i soggetti con debiti oltre la soglia di 5.000 euro non sanati e chi non può dimostrare coerenza tra ISA e CPB. Le prossime settimane porteranno aggiornamenti operativi sui controlli e sui software gestionali. Questi aggiornamenti influenzeranno le scelte definitive delle imprese e dei consulenti.

Fonti:

Punti chiave

  • Verificare preventivamente coerenza tra dati ISA e Modello CPB prima dell’invio
  • Inviare il Modello CPB telematicamente entro il 2 novembre 2026 per i soggetti con periodo d’imposta anno solare
  • Simulare il ravvedimento speciale 2020-2023 per confrontare imposte sostitutive e rateazioni
  • Estinguere o rateizzare debiti oltre 5.000 euro per evitare esclusioni
  • Valutare l’impatto dell’iperammortamento 2026 sulla base concordata e sulle quote di ammortamento

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