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Che cos'è la Cyber Risk Heatmap di Kaspersky

La Cyber Risk Heatmap è uno strumento di autovalutazione messo a punto da Kaspersky per individuare le potenziali aree di esposizione alle minacce digitali.

Pubblicato 4 novembre 2026 Aggiornato 4 novembre 2026 4 min di lettura Strumenti
Che cos'è la Cyber Risk Heatmap di Kaspersky

In breve

Kaspersky ha lanciato la Cyber Risk Heatmap, un test gratuito che in circa 15 domande e meno di dieci minuti restituisce una mappa dei rischi su sei aree della cybersecurity aziendale e un report PDF con raccomandazioni. È un'autovalutazione orientativa, che richiede l'inserimento dei contatti e non sostituisce verifiche tecniche approfondite.

Contenuto basato su comunicati stampa delle organizzazioni citate.

Kaspersky ha lanciato la Cyber Risk Heatmap, un test gratuito online di sicurezza informatica aziendale. Lo strumento restituisce una mappa personalizzata dei rischi digitali e aiuta a stabilire le priorità di intervento. Il questionario comprende circa 15 domande e, secondo la pagina ufficiale dello strumento, richiede meno di dieci minuti per essere completato. Per una PMI senza un reparto IT strutturato, rappresenta un punto di partenza per capire dove concentrare gli sforzi di protezione prima di pianificare nuovi investimenti.

La Cyber Risk Heatmap è uno strumento di autovalutazione messo a punto da Kaspersky per individuare le potenziali aree di esposizione alle minacce digitali. L’azienda lo presenta come una mappa dei rischi che permette di confrontare i diversi ambiti della sicurezza aziendale e di capire quali richiedono maggiore attenzione.

La valutazione si basa su un questionario di circa 15 domande, adattate alle caratteristiche dell’organizzazione. Al termine, lo strumento restituisce un indice di rischio complessivo costruito su tre fattori. Il primo è la probabilità di esposizione a una minaccia. Gli altri sono la preparazione dell’azienda nell’affrontarla e il potenziale impatto sull’attività. Il risultato è una heatmap, cioè una visualizzazione che evidenza per ciascun ambito il livello potenziale di rischio.

Le sei aree analizzate dal questionario

La valutazione considera sei aree della cybersecurity, prendendo in esame le misure di protezione adottate e le criticità nella gestione dei sistemi aziendali. La prima riguarda persone ed endpoint: credenziali, consapevolezza dei dipendenti e protezione dei dispositivi. La seconda copre mail e network, ossia la sicurezza della posta elettronica, delle connessioni remote e delle infrastrutture di rete. La terza presta attenzione agli ambienti cloud, alle configurazioni e alla protezione dei carichi di lavoro.

Le ultime tre aree riguardano la superficie di attacco, il monitoraggio e analisi e la gestione degli incidenti. La superficie di attacco comprende servizi esposti su Internet, risorse accessibili dall’esterno e fornitori terzi. Il monitoraggio riguarda la visibilità degli eventi di sicurezza e la capacità di rilevare attività sospette. La gestione degli incidenti copre procedure di risposta, contenimento delle minacce e preparazione del personale.

Per ciascun ambito lo strumento restituisce un livello di rischio, così da permettere il confronto tra aree. Se l’esposizione maggiore emerge nella posta elettronica e nella rete, l’azienda può verificare i controlli sugli accessi e le configurazioni dei sistemi. Se le lacune riguardano la gestione degli incidenti, la priorità può spostarsi su procedure e formazione del personale.

Come funziona il test e come ottenere il report PDF

Il test è disponibile gratuitamente nella pagina Cyber Risk Heatmap del sito ufficiale di Kaspersky. La procedura prevede quattro passaggi. Il primo è la selezione del tipo di infrastruttura IT e dell’organizzazione aziendale. Segue la compilazione delle domande sulle misure di sicurezza, poi l’elaborazione della heatmap. Infine si compila un modulo per accedere ai risultati.

Il report PDF gratuito contiene la valutazione delle diverse aree, le principali criticità potenziali e le raccomandazioni per orientare gli interventi successivi. La piattaforma evidenzia anche le tre aree considerate maggiormente a rischio e propone indicazioni e soluzioni Kaspersky pertinenti.

Un elemento va valutato prima di compilare il modulo con i dati aziendali. La pagina ufficiale informa che uno specialista Kaspersky contatterà l’utente per esaminare i risultati e discutere i possibili interventi. L’accesso ai risultati personalizzati passa quindi per la consegna dei propri contatti e un contatto commerciale successivo.

Punteggio di rischio: criteri e limiti della valutazione

Il punteggio deriva dalle risposte fornite dall’azienda e ha un valore orientativo, essendo basato su un’autovalutazione delle misure di sicurezza dichiarate. La stessa Kaspersky chiarisce che la Cyber Risk Heatmap è uno strumento preliminare. Non sostituisce penetration test, analisi delle vulnerabilità, verifiche di compromissione e audit di sicurezza approfonditi. Per accertare l’esistenza di debolezze sfruttabili nei sistemi aziendali occorrono controlli specifici.

Presentando lo strumento, Yana Shevchenko, Head of Corporate Product Marketing di Kaspersky, ha dichiarato: “Una maggiore sicurezza informatica inizia dalla consapevolezza di dove concentrare gli sforzi. La nostra Cyber Risk Heatmap aiuta le aziende a identificare i potenziali rischi e a definire le priorità principali. Offre report personalizzati e consigli pratici su misura per le loro esigenze”.

PID Cyber Check e heatmap: quale test di sicurezza scegliere

Chi cerca una prima autovalutazione gratuita può confrontare due strumenti. Accanto alla Cyber Risk Heatmap esiste il PID Cyber Check delle Camere di commercio, già disponibile per una prima verifica del rischio cyber. Prevede circa 30 domande ed è gratuito. Analizza le misure di protezione e la preparazione aziendale e offre un report personalizzato. Il test si può ripetere nel tempo per monitorare l’evoluzione.

Secondo il confronto proposto dalla fonte, il PID Cyber Check è più accessibile per una piccola impresa che vuole un primo controllo autonomo. La procedura passa attraverso il sistema camerale. La heatmap offre invece una classificazione dei rischi per area aziendale, accompagnata da raccomandazioni e proposte del fornitore. Entrambi gli strumenti possono contribuire alla valutazione iniziale della cybersecurity. La verifica di vulnerabilità effettive o di servizi esposti ad attacchi richiede strumenti di analisi tecnica appropriati.

Dal report alla pianificazione degli interventi in azienda

Il report della Cyber Risk Heatmap può servire come base per una prima verifica delle misure di protezione. Aiuta anche a decidere quali criticità approfondire prima di programmare nuovi investimenti. Il valore pratico sta nel confronto tra direzione aziendale, responsabili IT e specialisti della cybersecurity. La mappa dei rischi fornisce un linguaggio comune per discutere priorità, procedure di risposta e attribuzione delle responsabilità. Il risultato resta comunque un’autovalutazione orientativa, e la scelta degli interventi richiede la verifica delle criticità effettive e delle soluzioni già adottate.

Fonti:

Punti chiave

  • La Cyber Risk Heatmap di Kaspersky è un test gratuito online di circa 15 domande, completabile in meno di dieci minuti.
  • La valutazione copre sei aree: persone ed endpoint, mail e network, cloud e workloads, superficie di attacco, monitoraggio e gestione degli incidenti.
  • Il report PDF gratuito evidenzia le tre aree maggiormente a rischio e propone raccomandazioni e soluzioni Kaspersky.
  • Per accedere ai risultati è necessario compilare un modulo: uno specialista Kaspersky contatterà l'utente per esaminare i risultati.
  • Secondo Kaspersky, la heatmap non sostituisce penetration test, analisi delle vulnerabilità, verifiche di compromissione e audit approfonditi.
  • Per un primo controllo autonomo le PMI possono confrontarla con il PID Cyber Check delle Camere di commercio, con circa 30 domande e report ripetibile nel tempo.

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