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Logistica fashion e AI: solo il 18% delle aziende la usa

Nella logistica fashion solo il 18% delle aziende usa l'AI: lo studio dell'Università di Firenze con Hardis dà alla filiera 45 punti su 100 di maturità.

Pubblicato 27 ottobre 2026 Aggiornato 27 ottobre 2026 3 min di lettura Partire con l'AI
Logistica fashion e AI: solo il 18% delle aziende la usa

In breve

Uno studio dell'Università di Firenze con Hardis Supply Chain dà alla logistica fashion una maturità digitale di 45 punti su 100: l'85% delle aziende ha un software di magazzino, ma solo il 18% usa l'AI nei processi logistici e il 3,8% è classificato AI leader. Le PMI possono partire da un assessment gratuito o dal test SELFI 4.0, che apre al Voucher Doppia Transizione.

Nella logistica fashion solo il 18% delle aziende di moda e lusso ha introdotto l’intelligenza artificiale nei processi, anche se quasi tutte hanno un software di magazzino collegato al gestionale. Il dato viene da uno studio del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze, realizzato con Hardis Supply Chain sul livello di evoluzione digitale della supply chain del settore. Secondo la ricerca, per le PMI fornitrici e terziste dei grandi marchi il ritardo nell’adozione dell’AI è più marcato che nelle grandi imprese.

Quanto è matura la supply chain del fashion italiano?

Lo studio dell’Università di Firenze assegna alla logistica di moda e lusso una maturità digitale media di 45 punti su 100. La ricerca ha coinvolto una cinquantina di imprese, per il 70% grandi aziende. Ha indagato cinque dimensioni: complessità operativa, orientamento strategico, digitalizzazione del magazzino, integrazione dei sistemi e prontezza verso l’intelligenza artificiale.

Una logistica intelligente, secondo la ricerca, rende i processi più efficienti e mette a disposizione i dati per decidere in quale negozio inviare determinati capi. Le decisioni riguardano frequenza, momento e quantità delle spedizioni. Il magazzino digitalizzato è diffusissimo, l’AI nei processi logistici resta minoritaria.

A che servono il WMS e l’ERP senza funzioni di AI?

L’85% delle aziende dispone di un WMS, cioè un Warehouse Management System proprietario o messo a disposizione dall’operatore logistico. Il 95% dichiara un collegamento di base con il gestionale ERP. Le imprese hanno quindi a disposizione i dati da far elaborare all’AI.

Nell’85% dei casi, però, questi sistemi non supportano funzionalità native di intelligenza artificiale. Le informazioni raccolte si usano ancora poco per aggiornare le scorte in modo dinamico, anticipare la domanda e prendere decisioni strategiche su acquisti, distribuzione e scorte.

Quali obblighi europei e quali barriere frenano l’AI logistica?

La normativa europea aggiunge una pressione concreta. L’art. 25 del regolamento (UE) 2024/1781 vieta alle grandi imprese di distruggere gli invenduti di abbigliamento, accessori e calzature. Il divieto esclude le micro e piccole imprese e si applica alle medie dal 19 luglio 2030.

Il quadro dell’adozione resta però indietro. Le imprese classificate come AI leader rappresentano il 3,8%, mentre il 46% si trova in una fase iniziale, con livelli contenuti sia di maturità digitale sia di prontezza all’intelligenza artificiale. Secondo la ricerca, la progettualità è comunque indirizzata verso un’AI a supporto delle decisioni più che verso un’automazione fine a se stessa.

Le barriere sono per lo più culturali e organizzative. «Manca ancora l’abitudine a lavorare con dati aggiornati in tempo reale», rileva Luca Proietto, chief operating officer di Hardis Group Italia. Proietto segnala anche la frammentazione dei sistemi lungo la filiera e l’impronta ambientale dell’AI, che può entrare in contraddizione con gli obiettivi di sostenibilità delle aziende.

Gli ostacoli cambiano poi con il livello di maturità digitale. Per le imprese meno mature pesa la mancanza di dati strutturati e affidabili. Per quelle di fascia intermedia contano le competenze interne e la misurazione del ritorno dell’investimento, per le più avanzate l’integrazione tra sistemi e piattaforme lungo la filiera.

Da dove può partire una PMI: assessment WSDMI e test SELFI 4.0

Hardis Supply Chain mette a disposizione un assessment online gratuito, basato sul framework WSDMI usato nella ricerca. In circa dieci minuti restituisce un punteggio sulle cinque dimensioni della maturità digitale e indica le principali priorità di intervento, dalla strutturazione dei dati alle competenze fino all’integrazione dei sistemi.

Per le PMI iscritte al Registro delle imprese esiste anche il test SELFI 4.0 dei Punti Impresa Digitale, gratuito anch’esso. Compilato nei tre mesi prima della domanda, apre al Voucher Doppia Transizione. Il voucher delle Camere di commercio è un contributo a fondo perduto in de minimis destinato a tecnologie di intelligenza artificiale, consulenza e formazione. Il primo strumento misura la maturità della supply chain, il secondo è il passaggio richiesto per il contributo camerale.

Fonti:

Punti chiave

  • Solo il 18% delle aziende fashion ha introdotto l'AI nei processi logistici, pur avendo quasi tutte un WMS collegato all'ERP.
  • La maturità digitale media della logistica fashion è di 45 punti su 100 secondo lo studio dell'Università di Firenze con Hardis Supply Chain.
  • Le imprese AI leader sono il 3,8%, mentre il 46% è in una fase iniziale di adozione.
  • L'art. 25 del regolamento (UE) 2024/1781 vieta la distruzione degli invenduti alle grandi imprese, con applicazione alle medie dal 19 luglio 2030.
  • L'assessment WSDMI gratuito restituisce in circa dieci minuti un punteggio sulle cinque dimensioni della maturità digitale.
  • Il test SELFI 4.0, compilato nei tre mesi precedenti la domanda, dà accesso al Voucher Doppia Transizione delle Camere di commercio.

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