AI per le PMI

Incentivi & bandi

Manovra 2027: bonus casa a due anni e stop alla tassa da 2 euro

La Manovra 2027 porta a due anni i termini del bonus prima casa, oggi di 18 mesi e di un anno, e abolisce la tassa di 2 euro sui pacchi extra-UE.

Pubblicato 3 novembre 2026 Aggiornato 3 novembre 2026 5 min di lettura Incentivi & bandi
Manovra 2027: bonus casa a due anni e stop alla tassa da 2 euro

In breve

Entrambe le misure sono nel ddl di Bilancio e valgono solo dopo l'approvazione definitiva, attesa entro fine anno.

Il testo bollinato della Manovra 2027, trasmesso alla Camera dopo la bollinatura del 30 ottobre 2026, introduce due cambiamenti che toccano famiglie e imprese. L’articolo 41 del disegno di legge di Bilancio porta a due anni i termini del bonus prima casa, oggi di diciotto mesi per la residenza e di un anno per il riacquisto. Il nuovo termine si estende anche al credito d’imposta sul riacquisto, che l’Agenzia delle Entrate aveva escluso. L’articolo 30, invece, abroga la tassa italiana di 2 euro per spedizione sui pacchi extra-UE, mai riscossa dopo quattro rinvii. Fino all’approvazione definitiva, attesa entro fine anno, valgono le regole attuali.

Come cambia il bonus prima casa con la Manovra 2027?

L’articolo 41 del ddl di Bilancio 2027 porta a due anni le tre scadenze oggi più brevi. Le scadenze riguardano il cambio di residenza, il riacquisto che salva dalla decadenza e il riacquisto che dà diritto al credito d’imposta. Chi compra la prima casa in un Comune diverso da quello di residenza avrebbe due anni dal rogito per spostarvi la residenza. Il termine attuale è di diciotto mesi. L’impegno resta dichiarato nell’atto di acquisto, a pena di decadenza dal beneficio.

Chi vende o dona la casa acquistata con le agevolazioni prima dei cinque anni conserverebbe il beneficio. Deve comprare entro due anni dalla vendita un’altra abitazione da adibire a residenza principale. Senza riacquisto si pagano le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura ordinaria, con sanzione e interessi. La Legge di Bilancio 2025 aveva già raddoppiato il termine per vendere la casa posseduta dopo un nuovo acquisto agevolato, lasciando invariati gli altri.

Il credito d’imposta sul riacquisto, finora vincolato a un anno dalla vendita, passerebbe anch’esso a due anni. Il ddl riconosce inoltre il credito anche quando la vecchia casa si vende dopo il nuovo acquisto, entro il termine biennale. È la soluzione adottata dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 197 del 30 luglio 2025, che diventerebbe norma. Il credito si scala dall’imposta di registro sul nuovo atto, dalle imposte su atti successivi, dall’IRPEF o in compensazione.

Cosa succede a chi ha venduto casa nel 2026?

Le nuove scadenze varrebbero anche per acquisti e vendite precedenti. Vale solo se all’entrata in vigore della legge, prevista per il 1° gennaio 2027, i vecchi termini non sono ancora scaduti. Chi ha venduto il 16 marzo 2026 la casa comprata con le agevolazioni ha oggi tempo fino al 16 marzo 2027 per il nuovo acquisto con credito d’imposta: con l’articolo 41 approvato nel testo attuale, il termine si sposterebbe al 16 marzo 2028. Lo stesso calcolo vale per chi deve ricomprare entro i cinque anni per non decadere.

Restano esclusi dalla norma transitoria chi ha venduto la prima casa entro il 31 dicembre 2025 senza ricomprare. Il termine di un anno in quel caso scade prima del 2027. Sono esclusi anche chi ha rogitato fuori dal Comune di residenza entro giugno 2025 senza trasferirsi. Le date valgono se il Parlamento approva l’articolo senza modifiche. Secondo il ddl, lo scopo della modifica è favorire la mobilità abitativa. Serve anche a semplificare i passaggi di proprietà in un mercato rallentato dai tempi tecnici di vendita.

Perché la tassa italiana da 2 euro sui pacchi extra-UE viene abolita?

L’articolo 30 del ddl di Bilancio 2027 abroga i commi 126, 127 e 128 dell’art. 1 della legge n. 199/2025. Quei commi avevano istituito il contributo di 2 euro per ogni spedizione da un Paese extra-UE con valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il prelievo era previsto dal 1° gennaio 2026, ma è stato rinviato quattro volte con decreto legge e non è mai stato riscosso. L’ultimo rinvio al 1° gennaio 2027 è stato disposto dal DL n. 193/2026, in vigore dal 24 ottobre 2026. Se le Camere approvano il testo entro il 31 dicembre, la tassa non sarà mai applicata.

La relazione illustrativa spiega che l’abrogazione coordina la norma nazionale con il nuovo codice doganale dell’Unione. Il codice ha introdotto una tassa di gestione europea sulle stesse vendite a distanza. La rinuncia costa all’Erario 91,3 milioni di euro l’anno di minor gettito, secondo la relazione tecnica. A regime il contributo era stimato in 245 milioni quando fu introdotto. Nella stima del gettito perso la relazione considera comunque una quota di elusione del 20%.

Quali prelievi restano per gli acquisti su Shein e Temu?

Senza il contributo italiano, gli acquisti online da Paesi extra-UE pagano due prelievi europei oltre all’IVA: il dazio forfettario di 3 euro per articolo, transitorio fino al 1° luglio 2028, e la tassa di gestione dell’Unione di 2 euro per articolo, in vigore dal 1° novembre 2026 su ogni vendita a distanza senza soglia di valore. La tassa italiana, invece, era dovuta una volta per spedizione. Un ordine fino a 150 euro fuori dal regime IOSS sconta 6,10 euro di prelievi fissi per ogni articolo, IVA inclusa.

Per una PMI che fa spedire la merce dal fornitore extra-UE direttamente al cliente, il calcolo del margine va ora fatto su dazio. Vanno considerati anche la tassa di gestione e l’IVA. I prelievi europei si pagano in tutti gli Stati membri. Il passaggio da hub intermedi in altri Paesi dell’Unione era usato per aggirare la tassa italiana e perde efficacia. La dogana può trattare come vendite a distanza le merci raggruppate in un’unica spedizione prima dell’ingresso nell’UE.

Le verifiche pratiche per imprese e contribuenti

Per chi opera nel commercio elettronico con fornitori extra-UE, l’abolizione del contributo elimina la gestione del codice tributo 159 e il versamento quindicinale nelle dichiarazioni semplificate H7 previsti dalle istruzioni dell’Agenzia delle Dogane: piattaforme, corrieri e rappresentanti doganali non dovranno più configurare quel prelievo per spedizione. Fino al voto finale, però, l’abrogazione è una proposta del Governo e potrebbe essere modificata dagli emendamenti.

Sul fronte abitativo, chi ha venduto o comprato casa di recente deve verificare i termini all’entrata in vigore della legge. Se i vecchi termini non sono ancora scaduti, rientra nei nuovi termini di due anni. Chi ha rogitato in un Comune diverso dalla residenza dal luglio 2025 in poi, ad esempio, avrebbe due anni invece di diciotto mesi per trasferirsi. Fino all’entrata in vigore della Manovra valgono le regole attuali, con il credito d’imposta sul riacquisto vincolato al termine di un anno dalla vendita.

Fonti:

Punti chiave

  • I termini del bonus prima casa passano da diciotto mesi a due anni per residenza e da uno a due anni per riacquisto entro i cinque anni e credito d'imposta.
  • Le nuove scadenze valgono anche per operazioni precedenti se all'entrata in vigore della legge i vecchi termini non sono scaduti.
  • La tassa italiana di 2 euro sui pacchi extra-UE fino a 150 euro sarebbe abolita prima di essere mai applicata, se il ddl di Bilancio viene approvato.
  • Restano il dazio forfettario UE di 3 euro per articolo e la tassa di gestione europea di 2 euro per articolo, oltre all'IVA.
  • L'abrogazione costa all'Erario 91,3 milioni di euro l'anno di minor gettito secondo la relazione tecnica.

Parti con Junto

Non sai da quale processo partire?

Un assessment con Junto Innovation Hub mette a fuoco il primo caso d'uso, i costi e gli incentivi applicabili alla tua azienda. Un'ora, senza impegno, con chi l'ha già fatto con altre PMI.

Contatti

Parliamo del tuo progetto

Raccontaci a che punto sei con l'AI in azienda: ti rispondiamo entro 2 giorni lavorativi.